Sono le maggioranze a decidere (ItaliaOggi 27 ottobre 2017, pag.5)

La legge della maggioranza è il cardine fondamentale di ogni regime democratico. Quando la minoranza impone il suo volere, allora entrano in ballo l’arbitrio, il fascismo, il comunismo, la barbarie.

Su questa dicotomia hanno giocato i metafascisti (sempre meno «meta», sempre più, semplicemente, fascistoidi) a 5Stelle con il loro solito ducetto, Beppe Grillo, in veste di agitatore in capo. Hanno accusato le forze politiche che, avendo i voti alla Camera e al Senato, hanno approvato una nuova legge elettorale, quella che sostituisce il doppio «Consultellum», la discutibile elaborazione della Corte costituzionale che, oltre a «inventarsi» sistemi diversi per i due rami del Parlamento ha anche –Udite! Udite!- dichiarato incostituzionale il ballottaggio.

Avevo più volte sostenuto che saremmo andati a votare secondo quanto aveva disposto la Corte, in quanto i partiti –credevo- non si sarebbero mai messi d’accordo su un testo.

Infatti, il tentativo messo in atto, con al tavolo tutte le forze politiche, compresi i grillini, era finito malamente. Proprio i grillini, incapaci di usare logica e ragione, si sono sfilati dando agli altri la possibilità di scrivere e approvare una legge che, probabilmente, li danneggerà.

La presenza, infatti, di un terzo di collegi uninominali col maggioritario dovrebbe rendere palese (in effetti, siamo nel campo delle valutazioni probabilistiche) la povertà dei quadri grillini e, quindi, l’altrui capacità di presentare condidati di buon nome e apprezzamento.

A bocce ferme, a partita non ancora iniziata, mentre i protagonisti si stanno guardando in giro e riscaldando, la sensazione è che il «Rosatellum» -così si chiama la legge (meglio di Porcellum e di Consultellum)- renderà più difficile per l’armata Brancaleone a 5Stelle di bissare i passati successi. Personalmente, sono convinto che già tra pochi giorni in Sicilia, la disillusione di Grillo&Casaleggio sarà cocente e la tentazione di accusare gli italiani di insipienza tornerà a manifestarsi (proprio Grillo, nella sua foga, ha più volte accusato gli italiani di non capire).

Ma restando al tema delle elezioni generali, è bene ricordare pacatamente a tutti che in Parlamento vincono le maggioranze e che l’intimidazione messa in atto dai 5Stelle con la manifestazione in Piazza della Rotonda, quella su cui si affacciano alcuni uffici senatoriali, in particolare quello di Napolitano (nell’indifferenza complice di Pietro Grasso, sempre più disancorato da un contesto politico identificabile), è atto eversivo di natura fascista. E meno male che nessun deputato e nessun senatore s’è lasciato intimidire, anche se il gene forcaiolo è sempre un brutto gene, da isolare e combattere con il vaccino della democrazia.

Ovunque, le maggioranza governano e decidono secondo i loro interessi, che nel sistema rappresentativo, sono gli interessi delle nazioni. In questo caso, si è trattato non di una maggioranza politica, ma di una maggioranza parlamentare, unita dall’unica esigenza di dare al Paese una legge elettorale praticabile.

E questo è accaduto. Fine di questa storia.

Altri problemi incombono: il primo è lo sbandamento di Renzi e del suo partito, ormai a caccia di occasioni di facile demagogia. L’ultima l’uscita sugli effetti pensionistici dell’aumento della vita media.

Una modalità politica che sarà pagata amaramente da coloro che hanno ritenuto il Pd una forza riformista, capace di coniugare risanamento e sviluppo.

Domenico Cacopardo

www.cacopardo.it

 

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    Diomenico Cacopardo, scrittore

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