Agrò e la scomparsa di Omber

E' uscito in libreria:

"Agrò e la scomparsa di Omber"

Marsilio Editore

"C'è qualcosa di affascinante in ciò che la sofferenza morale può fare a una persona che, nella maniera più evidente, non è debole o irresoluta...Una volta che sei nella sua morsa, è come se, per liberartene, le dovessi permettere di ucciderti."

Philip Roth, La macchia umana, Einaudi Torino 2000
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Come risolvere un intricato giallo con il metodo mediterraneo... Stampa
Scritto da Sergio di Giacomo - Gazzetta del Sud   
martedì 28 giugno 2011
Come risolvere un intricato giallo con il metodo mediterraneo... Tra versi di Quasimodo, nostalgia di arancini e cannoli, ricordi della bella Sicilia lontana.

«Già vola il fiore magro/dai rami. E io attendo/la pazienza del suo volto irrevocabile»: come un "breviario laico" la saggezza lirica di Salvatore Quasimodo guida i pensieri e le intuizioni del dott. Italo Agrò, sostituto procuratore siciliano di stanza a Roma, che nell'ultimo romanzo è alle prese con la scomparsa del commerciante marchigiano Omber Paglietta e del suo autista, personaggi legati al precedente giallo "Agrò e la deliziosa vedova Carpino". Anche in "Agrò e la scomparsa di Omber" (Marsilio, pp. 310, euro 18), Domenico Cacopardo – piemontese di nascita ma figlio di un siciliano di Letojanni e che ha trascorso nell'isola la sua prima infanzia – dispiega la sua abilità di giallista superando allo stesso tempo la dimensione classica del giallo, alla ricerca di una dimensione narrativa più aperta, abitata da riferimenti colti, filosofici, elegantemente enigmatici, dai tratti sociali, politici e fortemente letterari.
 
Col suo sguardo molto "mediterraneo" Agrò va alla ricerca di indizi annusando luoghi e situazioni, alla ricerca di odori, sapori, sensazioni, di segni, di incastri possibili e soprattutto di vuoti da riempire con ipotesi plausibili. Col suo "metodo" investigativo molto personale, Agrò riesce a districarsi in un giro cupo di corruzione legata a finanziamenti illeciti e giri criminali internazionali, prostituzione, tresche che coinvolgono i protagonisti dei delitti tra le Marche, Roma e Malta, in un caso che vede la «scialba, insospettabile Elisabetta Diolosa», segretaria del commerciante, al centro di un vortice alquanto perverso.

Un giallo enigmatico e asciutto, ricco di flussi di ricordi e di pensieri, dove si riconosce il piacere della scrittura e del racconto, con riferimenti psicanalitici, doppi sensi, descrizioni accurate, dialoghi sentimentali con la sua Roberta, citazioni artistiche sull'amato Caravaggio e Lorenzo Lotto, l'omaggio a Houellebecq e il suo romanzo "La carta e il territorio". Il tutto sullo sfondo di una realtà politica dei primi anni '90 in disfacimento, una Prima Repubblica che si decompone che sembra avvicinarsi alla crisi del sistema politico odierno.

L'autore, osservatore e viaggiatore di sicuro affidamento, disegna una geografia del caso che diventa spesso un'affascinante topografia di riferimento, con Roma che si staglia nei suoi angoli più risconoscibili e nascosti insieme (Campo dei Fiori, ponte Milvio, piazza Farnese, Santa Prisca, piazza del Fico, piazza del Melograno.), tanti ristoranti, osterie e bar che diventano luoghi di sosta, di letture, di riflessioni e intuizioni.

Su tutto il divenire narrativo scorre una nostalgia sottile e profonda che pervade Agrò e i suoi pensieri quotidiani, «non la solita nostalgia di Sicilia, qualcosa di più complesso», una «continua riconquista» che offre ad ogni ritorno nell'isola «un senso di piacere fisico da possesso pieno». Una ricerca di Sud che si anima in tanti elementi gustosi, da quelli gastronomici (le cassate e pignoccate, i pistacchi e i cannoli, gli arancini trovati a Malta, così come 'nzuddi e i piparelli da inzuppare col caffè), marini (la pesca col "bardasciuni" sul mare davanti a Capo Taormina), storici (la figura del chirurgo Durante, grande luminare internazionale gloria di Letojanni).

Agrò va e viene, sicuro che ogni siciliano sia come Ulisse che inizia il suo viaggio non appena compie «il primo passo fuori dal suo villaggio nella sua isola». La Messina degli studi al "Maurolico", le "pescate" sotto il cielo stellato di Sant'Alessio, la tenerezza dei genitori, i contrafforti dei Peloritani, Mazzarò, Capo S.Alessio, Savoca con le catacombe di S.Anna, la città vecchia, il bar del padrino, Roccafiorita, Limina sono luoghi del ritorno, paesaggi di bellezza esteriore e interiore. Coi versi di Quasimodo che scorrono lievi: «Nel giardino si fa rossa l'arancia impercettibile il tempo danza sulla sua scorza.».
 
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Il Nuovo romanzo di Domenico Cacopardo

"Agrò e la scomparsa di Omber"

Marsilio Editore - dall'11 maggio 2011 in libreria

Agrò e la scomparsa di Omber

 

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