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Scritto da Domenico Cacopardo
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domenica 21 febbraio 2010 |
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Un giorno chi conoscerà il tuo miele?
Un passo batte di notte la pietra
sul silenzio dei lastrici -son cere
già distrutte i balconi. E tu che imponi,
tu che imponi al mio gemito? Apri vele
vive, tocchi tu un'arpa, alzi la cetra
del tuo vergine sangue mentre intiere
mandrie lamentano miti in un etra
soffocato di lacrime un amore
interdetto per sempre? Io squasso il nome
che sui sassi m'è incognito: ed è come
se nel mio petto crollasse il fragore
d'un pianto irrevocabile - del nome
che pari a un pomo già in te si compone.
Giorgio Caproni
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