“Amori e altri soprusi” di Nunziatina Spatafora

“Amori e altri soprusi”
Recensione della dr.ssa Nunziatina Spatafora
Jano, il protagonista dell’ultimo romanzo di Domenico Cacopardo, riceve e proietta come in un prisma tutte le dimensioni dei personaggi maschili che intrattengono legami sessuali con Gloria, sua moglie.
L’acquisita e praticata libertà sessuale, l’inquietudine e gli interessi inducono Gloria a spassarsela con un po’ di uomini: qualcuno di potere, qualcuno più anonimo ma con precisi e spesso inusuali hobby.
Jano sopporta per decenni i manifesti tradimenti coniugali, eppure non riesce a chiudere il rapporto, peraltro sempre vivo e passionale. Sopporta ed accetta le intermittenze della moglie perché ogni relazione gli stimola più fantasie erotiche e di vita.
Jano è consapevole che non può incarnare tutto ciò che Gloria cerca in ogni uomo, e questa ricerca per lui è molto stimolante.
Sceglie ed accetta la doppia e tripla vita della sua donna che è fuori da ogni iconico schema di donna siciliana, direbbe l’autore. Jano apprezza l’intelligenza della donna, la sua carriera e il suo realismo a trarre favori, la sua inquietudine intellettiva e passionale che un solo uomo non può soddisfare. Ha scelto Gloria perché sa di potere vivere l’esperienza di una vita intima diversa dagli altri normali uomini.
È un gioco amoroso che nella vita ci stanca, così di ogni persona e di ogni cosa, e Jano già maturo si vendica dei tradimenti, come ogni uomo non solo siciliano. In Jano la gelosia o la stanchezza, o meglio la lesione della sfera patrimoniale scatta in età matura. L’uomo, che in fondo ha condotto molta parte del gioco, non è più propenso a concedere a Gloria la sua libertà. Non aveva pressato nemmeno più di tanto per avere un figlio da lei, perché il figlio nel loro rapporto avrebbe rappresentato una disarmonica quotidianità. Un figlio lo concepisce con Floriana, una donna dalle normali e quotidiane attitudini che si accolla tutto l’onere della filiazione. Con Nadejda invece in vecchiaia ci esce a braccetto come una anonima, tranquilla ed insignificante coppia.
Tutte le donne di Jano in fondo hanno qualità e propensioni che qualsiasi uomo vorrebbe in una sola donna, incarnate invece in tre diverse donne, tale da potere eliminare quella che in dato momento della vita non rappresenta uno stimolo erotico anzi solo un disonore alla immagine maschile.
Jano, forse, avrebbe potuto sopportare di sua moglie solo un amante, non a caso Virginia, protagonista dell’omonimo romanzo dello stesso autore, può vivere con libertà la sua sessualità con un canonico amante.
Si può accettare un solo amante, più amanti non rientrano tra le regole della libertà femminile, non esiste ancora l’immaginario della “ Donna Giovanna”. E allora si torna al Verga dove alla Lupa non è data una stravagante esistenza.
Nunziatina Spatafora

Huffington Post 24 maggio 2016. Pizzarotti non ha ragione

L’abuso di Pizzarotti

PIZZAROTTI

Le questioni in ballo con il direttorio di M5S investono il metodo di scelta degli assessori e, in particolare, di quello alla cultura: una raccolta di “curriculum” via web che ha prodotto l’assunzione della responsabilità della cultura di Maria Laura Ferraris, dalle incerte esperienze e, soprattutto, così poco impegnata a Torino, la sua città, da poter abbandonare immediatamente tutto insediandosi nel prestigioso incarico.

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Mondo Operaio appello per il Sì nel referendum costituzionale

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Perché votare a favore della riforma costituzionale

Perché votare a favore della riforma costituzionale
By Mondoperaio / 20 maggio 2016

Il direttore di Mondoperaio e molti collaboratori della rivista hanno diffuso un documento per sostenere il Sì nella prossima consultazione referendaria.  Di seguito il link al testo dell’appello ed il dibattito aperto da Gianfranco Pasquino

Sono passati quasi quarant’anni da quando, sulle colonne di Mondoperaio, si aprì il dibattito sulla riforma della Costituzione. Allora la nostra era una vox clamantis in deserto, anche se già da allora era evidente la necessità di correggere la deriva assembleare  in cui era caduto il nostro parlamentarismo.

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Cautela in Libia (ItaliaOggi 19 maggio 2016, pag. 14)

È giusto dare atto al governo italiano dell’esercizio della virtù della prudenza di fronte al nascere e all’aggravarsi della crisi libica, figlia dell’avventato attacco di Stati Uniti e Francia (cui si aggiunse l’Italia, firmataria con Silvio Berlusconi di un patto di amicizia e collaborazione col colonnello Gheddafi). Storia passata, ma non tanto visto che il presidente Obama ha nei giorni scorsi dichiarato che l’attacco è stato un errore. Soprattutto perché è mancata un’idea praticabile sul dopo. La sensazione diffusa a Palazzo Baracchini (ministero della difesa), alla Farnesina (esteri) e in piazzale Enrico Mattei (Eni) che il «target» principale del presidente francese Sarkozy sia stato sostituire l’Italia nei suoi rapporti privilegiati. Leggi tutto

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    Diomenico Cacopardo, scrittore

  • email: cacopardo@cacopardo.it

    Roma - Parma