Candidature premature (ItaliaOggi 9 novembre 2017, pag.2)

Sembra che, nel Pd e nel coacervo delle sue correnti minoritarie, si sia aperta la discussione su chi indicare come possibile capo del governo per il dopo le elezioni. Gli strateghi dell’operazione hanno rimosso gli ostacoli che rendono aleatoria l’idea: il primo è un futuro Parlamento senza maggioranza predefinita. Il secondo è che, ove mai il Pd decidesse di lanciare un nome di candidato presidente del consiglio, questo sarebbe bruciato al primo giro delle trattative che, inevitabilmente, si intavoleranno il giorno dopo l’annuncio del risultato elettorale. Il terzo, ma fondamentale, è che non è ancora uscita una proposta politica per il Paese che indichi una prospettiva riformista fondata su un solido e stringato pacchetto di iniziative politiche. Senza scuotere l’albero delle buone relazioni con l’Europa, buone idee per gli italiani. Tra di esse, il ritorno a una moralità pubblica che, a dire il vero, mai come in questa seconda Repubblica è stata accantonata.
Ora alcuni giornali, appassionati Pdologi, segnalano la possibilità che Marco Minniti sia indicato come possibile presidente del consiglio. Un’ottima idea, salvo che per un particolare: che candidandolo ora, ad almeno 4 mesi dalle elezioni, lo si getterà in pasto all’ultimo dei picchiatori grillini e, peggio, si creerà una pesante ombra di sospetto su tutte le mosse e iniziative che assumerà come ministro dell’interno, l’oneroso incarico sin qui onorato nel migliore dei modi.
Marco Minniti è troppo esperto e lucido per lasciare scattare la trappola e continuerà a lavorare bene, ora che l’immigrazione è tornata a numeri emergenziali.
Se si vuole ragionare sul futuro prossimo, occorre, invece, affrontare la questione degli schieramenti e dei partiti, alla luce di ciò che anche le elezioni siciliane ci hanno detto. Quindi, affrontare per primi i contenuti (di norma negletti), rendendoli elemento sostanziale di confronto. E i contenuti sono proprio il terreno critico per i 5Stelle.
Poi, abbandonare quegli attuali attori che, nella realtà già sono ombre impossibilitate a contare.
La cosa riguarda la sinistra (gli ectoplasmi Bersani e Pisapia), il centro (Alfano) e il centro-destra (decine le comparse senza storia).
Domenico Cacopardo
www.cacopardo.it

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    Diomenico Cacopardo, scrittore

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